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- Pubblicato Lunedì, 14 Settembre 2020 19:15
Da Roccacaramanico alla vetta del Monte Morrone 13 settembre 2020
Il piccolo borgo di Roccacaramanico è il luogo di partenza e arrivo di un bel percorso sulle vette del Morrone, montagna aspra e forte, che tanto ha contribuito alla storia della pastorizia in Abruzzo.
Da Roccacaramanico il sentiero Q6 del Parco sale ripido sul versante nord-orientale del Morrone, immerso in una fitta faggeta, fino all’incrocio con il sentiero proveniente da Passo San Leonardo, più conosciuto come Via delle Signore. Proseguendo raggiungiamo il Rifugio Capoposto e, dirigendoci verso Mandra Castrata – dove a testimonianza del forte sfruttamento come area di pascolo per le greggi sorgono una cisterna per la raccolta delle acque e un abbeveratoio - e il Rifugio Diana e Tamara, guadagniamo la cresta del massiccio, ottimo punto di osservazione su Sulmona e sulla Valle Peligna.
Decidiamo di rimanere in cresta anche se accompagnati da un venticello fresco e abbastanza sostenuto. Tocchiamo prima la vetta della Mucchia di Pacentro (2001 m) e poi quella del Monte Morrone (2061 m).
Da qui scendiamo al Rifugio di Jaccio della Madonna, situato nell’omonima conca, e seguendo il sentiero tematico del Parco “S” (dello Spirito) arriviamo all’imbocco della Rava del Confine, con lo scenario della Maiella un po’ offuscato dalle nuvole, ma sempre di grande impatto.
Al termine della discesa si incrocia il sentiero proveniente da Salle, un percorso che anche a inizio autunno è ricco di frutti di bosco: lamponi, more e succose fragoline ma anche il meno comune rovo bluastro. Su comoda carrabile in circa 30 minuti giungiamo al vecchio cimitero di Roccacaramanico, punto di partenza dell’escursione.







Abbiamo scelto l’escursionismo come attività principale poiché è uno sport che consente di unire cultura e movimento. In generale, l’escursionismo è inteso come attività non competitiva in cui si ricerca il contatto con la natura e la cultura dei luoghi; esso offre agli appassionati i piaceri del ritrovare il benessere interiore e della immersione nella natura e suscita, dalla conoscenza diretta e concreta sul campo, l'interesse verso un maggiore impegno nelle azioni di tutela del territorio.









