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- Pubblicato Mercoledì, 23 Agosto 2017 08:30
Monte Prena 20 agosto 2017
L’escursione al Monte Prena, la vetta più “tormentata” del Gran Sasso, consente l’avvicinamento ad uno degli ambienti più rocciosi e spettacolari del massiccio.
Una giornata d’estate, fresca e gradevole, ha accolto i Folletti a Fonte Vetica dopo il grande incendio dei giorni scorsi. Per fortuna da questa parte, verso Campo Imperatore, i segni sono poco evidenti.
Percorrendo la SS 17bis fino al km 48 circa, giunti in prossimità di un curva si prende una strada sterrata che porta ad una vecchia miniera di bitume. Qui si parcheggia l’auto e si inizia l’escursione seguendo il battutissimo sentiero per la via normale alla vetta del Monte Prena.
Il sentiero inizia subito con un tratto abbastanza ripido sulle pendici sud-occidentali del Monte Camicia. Dopo aver attraversato il letto di un torrente, il percorso inizia a risalire lungamente, tra vallecole e tornanti fino al Vado di Ferruccio (q.2233 m). La giornata non particolarmente limpida nasconde in parte i vasti panorami che il Vado offre; da qui, in particolare è possibile abbracciare con lo sguardo l’intera provincia del teramano fino alla costa del Mare Adriatico.
Dal Vado di Ferruccio, il sentiero continua in leggera discesa e quindi torna a salire con più decisione. Per percorrere gli ultimi metri di quota occorre fare un po’ di attenzione specie nei tratti dove la breccia rende il terreno sdrucciolevole. Superato un ripido canalino detritico siamo sulla rocciosa cresta che porta in vetta (q.2561 m) e dalla quale si gode un panorama fantastico, immersi in un paesaggio “lunare” fatto di guglie e pinnacoli, con l’evidente masso incastrato in mezzo a due torrioni.
Per la discesa si segue lo stesso percorso dell’andata.
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