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ESCURSIONISMO

EscursionismoAbbiamo scelto l’escursionismo come attività principale poiché è uno sport che consente di unire cultura e movimento. In generale, l’escursionismo è inteso come attività non competitiva in cui si ricerca il contatto con la natura e la cultura dei luoghi; esso offre agli appassionati i piaceri del ritrovare il benessere interiore e della immersione nella natura e suscita, dalla conoscenza diretta e concreta sul campo, l'interesse verso un maggiore impegno nelle azioni di tutela del territorio.

 

Galleria fotograficaStazzi di Valle Inferno - 26 luglio 2015

Nel Parco Nazionale della Maiella. La Maiella non finisce mai di stupire e di riservare delle meravigliose "sorprese". Questa volta

con un percorso in parte fuori dai canonici sentieri, siamo entrati nel cuore della Valle dell'inferno. Sotto la guida di Cristiano Iurisci, seguendo antiche tracce di sentiero e con qualche passaggio di lieve difficoltà, abbiamo avuto la possibilità di immergerci nella Maiella più selvaggia, con paesaggi mozzafiato.

L’escursione, programmata in due giorni con il pernotto al Rifugio d’Ugni, è stata ‘concentrata’ nella sola giornata di domenica poiché le previsioni meteo per il sabato pomeriggio non erano confortanti ed il venerdì sera, dopo breve consultazione dei responsabili e dei prenotati per la notturna, si decide di fare comunque l’uscita fissando il ritrovo a Bocca di Valle alle 6.30 e la partenza dall’area pic-nic di Fosso la Valle alle ore 7.00, alla base del Vallone di Palombaro, a quota 772 m.

Saliamo all'esterno del Vallone, passando per Colle Strozzi fino ad arrivare ai 1870 m del Rif. D'Ugni. Questa prima parte del percorso è dura e impegnativa. Dal primo rifugio forestale si prende la carrareccia e la si discende per tre tornanti per arrivare ad una spettacolare cengia, a quota 1800 m circa, che attraversa vecchi stazzi "a terrazzo" e numerose grotte naturali frequentate sino alla fine dell’ottocento dai pastori.

Quindi entriamo finalmente nella Valle dell'Inferno, dove il percorso diventa più ostico ma ben ripagato dai bellissimi paesaggi. Risaliamo la Valle fino alla Carrozza (2160 m) e quindi, dopo essere passati per il Rif. Martellese (2035 m), riscendiamo integralmente il Vallone di Palombaro. Quando arriviamo alle macchine, sono oramai le 19.00: abbiamo camminato per 12 ore, percorso 22 km e 1680m di dislivello in salita. Stanchi ma soddisfatti e felici per aver avuto la possibilità di ammirare paesaggi unici ed i luoghi più isolati e selvaggi della nostra "Montagna Madre".

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