Pubblicato Venerdì, 02 Agosto 2024 14:15

Alpi Giulie 29-30-31 luglio 2024

Per la prima volta i Folletti del Morrone nelle bellissime Alpi Giulie.  Poste ad est delle Alpi Carniche e ad ovest delle Alpi Dinariche. Siamo a cavallo del confine italo-sloveno e in prossimità del confine austriaco.

 Ci aspettavamo tanto da questa uscita fuori regione e le nostre aspettative non vanno deluse. Montagne incantevoli e selvagge, percorsi tecnicamente impegnativi ed accattivanti e, soprattutto, "turismo di nicchia". Pernottiamo a Tarvisio, paese di confine ed in posizione strategica per raggiungere, con brevi trasferimenti in auto, le varie località per l'attacco dei sentieri.

La prima giornata è dedicata allo Jof di Montasio, la terza montagna più alta del Friuli-Venezia Giulia dopo il Coglians e la Creta delle Chianevate e la più alta delle Alpi Giulie italiane alta 2.754 m. Lasciamo le auto agli alpeggi del Montasio a quota 1500 m, raggiungiamo in breve il rifugio Giacomo Di Brazzà (m 1660), situato su un panoramico sperone erboso che domina tutto il vasto altopiano. Prima parte della salita tra abbondanti fioriture che ad agosto comprendono parnassia, campanule e scabiose.  Puntiamo alla forca Disteis(m 2201) affacciata su un dirupato canalone che precipita nella Clapadorie. Quindi per la cosiddetta "grande cengia" e la via Findenegg (passaggi I-II grado)  raggiungiamo l'ambita vetta. Lungo tutto il percorso di salita gli stambecchi ci accompagnano muovendosi con abilità su cenge e pinnacoli assai arditi. Alla soddisfazione nel poter vedere da vicino questi animali nel loro ambiente naturale va aggiunta una maggiore attenzione per i sassi che essi inevitabilmente smuovono su questi pendii friabili.

La discesa è su via ferrata e per la nota scala Pipan. Chiudiamo l'anello alla Forca Disteis. Quindi sullo stesso percorso di salita torniamo al rifugio di Brazzà per un meritato ristoro.

Seconda giornata sul Mangart, montagna delle Alpi Giulie, alta 2.677 m, posta lungo il confine italo-sloveno. Quarta cima per altezza di tale sezione alpina. Proprio perché di confine molto frequentata anche dagli sloveni. Partiamo dal versante sloveno con avvicinamento in auto per la nota strada del Mangart. Dalla vetta panorami mozzafiato su tutte le cime delle Alpi Giulie ma anche sulle Dinariche. Nel pomeriggio raggiungiamo i bellissimi laghetti di FusineDue bacini di origine glaciale, uno superiore e l’altro inferiore, collegati da un sistema sotterraneo di acque. I laghi guardano alle montagne vicine. La dorsale delle Ponze e il Mangart, enorme cupola grigia che svetta sullo sfondo raggiunta in mattinata.

Infine la terza giornata dedicata al gruppo del Canin con il monte Bila Pec (2146 m). Una elevazione rocciosa che sovrasta la conca del rifugio Gilberti. Situato sul versante settentrionale del gruppo del Canin, il Bila Pec emerge dall'altopiano carsico con una verticale parete est mentre digrada più dolcemente a nord verso la omonima sella dalla quale sale la via normale. Pur con la sua quota non molto elevata, in posizione strategica offre panorami strepitosi sul Monte Canin, il Monte Forato, Jof de Montasio e le numerose altre cime slovene nella catena delle Alpi Giulie.

Galleria Fotografica

Jof di Montasio 29 luglio

Mangart 30 luglio

Bila Pec 31 luglio

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