Sibillini: la cengia dei Fiumarelli per Monte Rotondo 7 luglio 2024La Cengia dei Fiumarelli è un posto scosceso, aereo e magico dei monti Sibillini, che sono pure montagne un po’ esoteriche e ricche di leggende.
Folletti quindi in trasferta marchigiana, nel gruppo più a nord del massiccio, quello dominato dal Monte Bove, che scruterà da guardiano tutto il percorso e dai due “Pizzi”: Berro e Tre Vescovi.
Qualcuno dei partecipanti ha optato per raggiungere i Sibillini dal sabato per ammirare le famose fioriture di Castelluccio, che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo.
Il gruppo compatto della domenica ha come meta una vetta “minore”, ma che acquista un valore aggiunto, raggiunta attraverso questa spettacolare e riscoperta Cengia, che serpeggia altissima e scenograficamente invisibile sulla Val di Panico.
Si parte da Casali (1.080 m.) e il sentiero non lascia subito scampo: sale immediatamente in un boschetto per raggiungere la radura dove la fonte di quota (1.296m.) segnala che lasciamo il sentiero che sarà poi il tracciato di discesa e bisogna cercare l’accesso alla evidente - una volta individuata! - traccia che si instrada sulla Cengia dei Fiumarelli.
Scrutati da tre camosci, abbarbicati sulle guglie che torreggiano sulla cascata dei Gracchi, in picchiata sul Fosso la Foce, l’ambientazione è tolkieniana e noi in obbligata fila indiana sembriamo la Compagnia dell’Anello. Le fioriture colorano tutto il nostro percorso in un’esplosione di varianti di tutti i tipi!
Usciti dalla Cengia, il sentiero scende di ritorno passando per la Val di Panico, o svolta a destra verso il Pizzo Berro… noi lo lasciamo e affrontiamo temerari e agguerriti la verticale e imbizzarrita… Schiena d’Asino! 300metri di ingaggiante salita per raggiungere l’accogliente e ristoratore Rifugio del Fargno (m.1.811). Le facce sono rosse e trafelate, ma la grinta avanza ancora e quindi via, lungo la dorsale che sale fino a Monte Rotondo (m.2.102)… foto di gruppo di rito… veloce: dal Bove, di fronte a noi rumoreggiano tuoni minacciosi e i nuvoloni addensati si fanno sempre più neri… e vicini!
Acceleriamo il passo in discesa ma a un paio di chilometri da Casali i goccioloni si sfogano dispettosi per cessare quando arriviamo alle macchine. Zuppi ma soddisfatti!