Nei Carseolani: il Monte Navegna 21 aprile 2024Esploriamo un ambiente nuovo, per i Folletti, sconfinando, pur se non per la prima volta, nel Lazio.
Mentre dalle varie località di partenza dei partecipanti uno scoraggiante temporale dà il buongiorno… sopraggiunti alle falde del Navegna, cieli azzurri spennellati di nuvole accolgono il gruppo motivato e positivo nonostante le premesse meteo.
Partiamo da Ascrea, dall’ingresso del paese, dove inizia il sentiero 333 e lo imbocchiamo salendo dolcemente in tratti alternati di bosco misto costantemente accompagnati dalla vista delle acque del bacino alla nostra sinistra, che i cieli tersi e la luce di primavera-dopo-il temporale rendono particolarmente BLU.
Dopo questo primo tratto il percorso piega verso nord-est attraversando un bosco più fitto e una radura, caratterizzati da una salita un po’ più ripida e faticosa.
Proseguiamo seguendo la segnaletica sempre ben presente fino ad arrivare in corrispondenza di un fontanile usato come abbeveratoio dagli animali al pascolo. Siamo a Fonte le Forche, a quota 1.140 m.
Da qui proseguiamo alla nostra sinistra in direzione nord-ovest, mantenendoci sul sentiero 333, sempre evidente e ben segnalato, fino a raggiungere una nuova indicazione per il Monte Navegna con il percorso che piega nuovamente in direzione nord-est. Siamo su un autentico punto-Kodak: la vista sul Lago del Turano è magnifica e, con l’eccezione di qualche brevissimo momento, incrementerà addirittura la sua maestosità fino alla vetta.
Risaliamo un primo tratto piuttosto ripido, proseguendo in decisa salita, costeggiando una recinzione e seguendo i segnavia sempre ben presenti.
L’ultimo tratto prima della vetta, la cosiddetta Costa delle Cipolle, è leggermente meno ripida e assume l’aspetto di un ampio pascolo, dove cavalli e mucche indugiano placidi a brucare. Si intravede già la croce di vetta. Pochi passi sferzati da un vento intensissimo ci portano sui 1.508m della cima. La vista spazia a 360 gradi… il lago del Turano, sempre presente, verdissime vallate, rilievi coperti di boschi, ma anche il Lago del Salto, che appare verso est incorniciato dai rilievi abruzzesi innevati e, in lontananza ma ben riconoscibile, l’austero profilo del Monte Velino in livrea invernale. Sul versante opposto il vento ha reso i cieli così tersi che all’orizzonte si delinea allo sguardo il mar Tirreno. Che vista spettacolare!
Per il ritorno seguiamo lo stesso percorso fino a Fonte le Forche svalicando il Colle Mogaro e facendo una piccola deviazione per affacciarci ai ruderi dell’antico borgo di Mirandella.
Il primo tratto dalla fonte è una comoda strada bianca in dolce saliscendi che attraversa tratti di bosco misto e, per un breve tratto, di abeti. Poco oltre il sentiero si fa un più stretto e ripido e scende attraverso la vallata in direzione delle gole dell’Obito, alla nostra sinistra… si avvistano le case di Paganico Sabino e subito, sotto di noi, i tetti di Ascrea, che raggiungiamo in prossimità del cimitero.
(a cura della Folletta Mimma)