Pubblicato Mercoledì, 10 Aprile 2024 16:15

La Valle del Vasto: da Assergi a San Pietro della Jenca 7 aprile 2024

La Valle del Vasto si estende per ben 12 km nel versante meridionale del Gran Sasso; è un percorso ricco di storia e di luoghi di interesse.

Per conoscere al meglio la Valle del Vasto, il nostro amico Panfilo ha contattato il prof. Giuseppe Lalli, originario di Assergi, profondo conoscitore ed appassionato studioso della storia locale.

Lasciate le macchine nei pressi del cimitero di Assergi, passiamo sotto il viadotto dell’A24 e per comoda carrareccia risaliamo il torrente Raiale, costeggiato da alti pioppi ed orti, fino a giungere ai ruderi della Chiesa di Santa Maria della Croce, che è possibile visitare.

Da qui la carrareccia diventa un sentiero che costeggia altri speroni rocciosi e poi entra nel bosco non senza riservare altre sorprese. Dopo un paio di guadi del torrente, ci si imbatte nei ruderi dell’eremo dove visse San Franco: e qui siamo infatti sul “Sentiero dei Santi”! Il percorso si inoltra poi nella gola sino ai piedi del colle Jenca.

Dal fondo della valle, si risale un ripido ma breve pendio che porta alle case e alla chiesetta di San Pietro della Jenca, oggi Santuario di Papa Giovanni Paolo II. Il panorama si apre sulle vette scarsamente innevate ma sempre meravigliose del Pizzo di Camarda e delle Malecoste.

Scopriamo con l’aiuto del prof. Lalli le peculiarità della chiesetta e la storia di un luogo selvaggio della montagna aquilana molto caro al Papa, che spesso si recava segretamente qui per una pausa di preghiera e di sport.

Riprendiamo in direzione di Assergi per altra comoda carrareccia che ci porta fino alla chiesetta di San Clemente (chiusa) e poi alla fonte della Pietà, con area picnic ombreggiata da pioppi secolari.

Nei pressi, si devia in un prato e si scende per una traccia di sentiero, fino al cancello di ingresso della Grotta a Male o Amare, esplorata da Francesco De Marchi nel 1573. Una comoda scala metallica permette di scendere all’imbocco della vera e propria cavità. L’antro iniziale della Grotta è ingombro di impalcature e chiuso da una tettoia che la fanno sembrare un luogo abbandonato; anche se riservata a speleologi esperti ed attrezzati, l’ingresso potrebbe essere meglio valorizzato. Dalla Fonte, continuiamo sulla strada sterrata che scende dolcemente, affiancata da panchine, e raggiunge il parcheggio del cimitero di Assergi.

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