Anello del Volto Santo 24 marzo 2024Ai piedi della nostra Maiella c’ è un patrimonio storico, religioso e agro-pastorale da scoprire. Siamo tra i comuni di Manoppello e Serramonacesca, in un territorio carico di storia su cui è ancora visibile la mano dell’uomo.
La primavera è già arrivata anche in Abruzzo e per gli amanti della natura questa è la stagione per ricominciare a fare lunghe passeggiate, vere e proprie escursioni. L'aria è frizzante e invoglia a mettersi in cammino.
La nostra escursione ha inizio dalla Basilica Santuario del Volto Santo a Manoppello, luogo di culto e devozione tra i più importanti della cristianità. Attraverso un sentiero di media quota che si inerpica nel bosco misto, che ricalca in parte il sentiero dello Spirito del Parco, arriviamo alla base del colle dove resistono i ruderi di Castel Menardo. Attraverso una facile salita su roccia, si risale il fianco del colle e si giunge ai ruderi della possente rocca che quasi sicuramente era stata costruita a guardia e protezione della vicina Abbazia di San Liberatore a Maiella. Attualmente, della fortezza rimane solo una parte delle possenti mura di cinta. E’ ancora possibile individuarvi i due portali d’accesso al castello, e molte feritoie, postazioni difensive degli arcieri.
Scendiamo dalla rocca ripercorrendo il sentiero su roccia, continuando il nostro anello verso la seconda tappa di giornata: l’Eremo di Sant’Onofrio.
Mentre in alta quota c'è ancora la neve, più in basso ci sono le prime fioriture e sui prati e nel bosco ancora spoglio fanno capolino ellebori, primule, viole, anemoni, erba trinità e le primissime orchidee. Lungo quasi tutto il sentiero che percorriamo troviamo panche, tavoli e aree sosta, sempre molto graditi! Il sole è veramente caldo e la risalita dell’assolato pendio che porta all’eremo di Sant’Onofrio, non tanto per dislivello e distanza ma per il tipo di fondo da percorrere, richiede un certo impegno fisico. L’eremo è posizionato alla base di un imponente masso roccioso. Qui natura e spirito si fondono e il luogo di culto si mostra perfettamente integrato nella selvaggia natura che lo circonda. Visitiamo brevemente la chiesetta e approfittiamo della presenza di panche e di una fonte per consumare uno spuntino.
Riprendiamo il cammino verso Piana del legname e, attraverso boschi e prati, con molta sorpresa ci imbattiamo in un’opera dedicata alla dea Maia. Giungiamo alla terza importante tappa di questa escursione: l’edicola votiva di Santo Stefano del Lupo, con i resti della chiesetta dedicata a questo Santo, originario di Carovilli, in Molise, fondatore e abate del monastero di San Pietro Apostolo in Vallebona (ora nel territorio del comune di Manoppello) dove morì. Secondo la leggenda in questi luoghi avrebbe ammansito prodigiosamente un feroce lupo.
Torniamo, su comodo ma a tratti ripido sentiero, alla Basilica del Volto Santo, e poi alle auto dove l’escursione si conclude. A Rocco, va il nostro ringraziamento per aver organizzato una escursione che ci ha portato a conoscere molte emergenze storico-religiose di questa parte di Abruzzo e per l’ottimo ristoro finale.