Sentiero dei minatori: Vi presento la Maiella Nera 23 maggio 2021Il territorio del Parco Nazionale della Maiella è ricco di geositi, ne sono stati riconosciuti ben 95, e per questo nel mese di aprile di quest’anno il Parco
è stato dichiarato dall'UNESCO "Geoparco Mondiale". Un importante riconoscimento per un territorio dal grande valore paesaggistico e geologico.
A Lettomanoppello, conosciuto anche come il paese degli scalpellini, la pietra, oltre ad essere lavorata in manufatti, veniva anche cavata per essere utilizzata come materia prima per la produzione di bitume. Con la guida della geologa Violetta De Luca, percorriamo il "sentiero dei minatori", per sentirci raccontare la storia del bacino minerario della Maiella e le storie legate alla vita dei minatori e delle minatrici. Dal 1840 al 1956 alla Maiella, nei cunicoli scavati nella roccia, hanno lavorato centinaia di persone per l'estrazione della roccia calcarea bituminosa.
Partiti dal centro del paese, attraversando la località detta Gesseto, in breve raggiungiamo la Miniera di Santa Liberata, la più antica del complesso minerario della Maiella. Da subito emergono, nascosti nella vegetazione, i resti di tutte le strutture che fino a non tantissimo tempo fa servivano per l’estrazione e il trasporto delle materie: funi, rotaie, carrelli, piloni e ovviamente gallerie … Sembra di camminare in un museo a cielo aperto!
Riprendiamo il cammino dirigendoci verso il letto del torrente Cusano e poi la zona dove è situata la Galleria del Ponte. Da qui, riguadagnando il letto del fiume, lo risaliamo fino ad arrivare alla cascata del Pilone posta alla base della Miniera del Pilone.
Luoghi racchiusi nel cuore della Maiella e ancora poco conosciuti ma sorprendenti ed affascinanti. Torniamo a casa felici per aver scoperto un altro luogo nascosto della Maiella ... la parte più oscura, quella delle miniere di bitume: La Maiella nera!