Dopo mesi di lavori, domenica è stato ufficializzato il percorso dei nuovi sentieri del Parco Nazionale della Maiella A11 e A12, particolarmente importanti per la montagna del Morrone perché collegano il versante pescarese a quello peligno.
La traversata da Tocco da Casauria a Roccacasale, oltre ad essere una impegnativa escursione di quasi 20 km e circa 1400 m di dislivello, rappresenta un’occasione per conoscere questo tratto di territorio montano particolarmente ricco di storia e di tradizioni dei paesi situati alle falde della montagna. Percorrendo antichi sentieri utilizzati da carbonai e legnaioli che traevano dai boschi la loro fonte di sopravvivenza, si possono ancora riconoscere le piazzole utilizzate per la trasformazione del legname in carbone ed ammirare fonti d’acqua storiche.
Il nostro percorso ha inizio dal campo sportivo di Tocco (320 m), sale lungo l’antico sentiero - fino al piazzale dove termina la carrabile in loc. Villa - e poi prosegue verso Fonte Luigi (625 m), punto d’acqua sempre attivo che sfortunatamente troviamo a secco, in una domenica autunnale particolarmente calda e afosa.
Dalla fonte, in 20 minuti, si raggiunge il bivio A5/A8, dove inizia il nuovo sentiero A8, denominato Direttissima per Monte Rotondo, inaugurato lo scorso anno. A quota 1280 m si incontra il bivio A8/A11; qui inizia il nuovo percorso che conduce verso la località denominata Stazzi di Carnevale e poi a Fonte Fredda. Il sentiero fin qui sale costantemente con tratti molto ripidi, all’interno delle fitte foreste di faggio con alcuni esemplari secolari.
Dopo aver raggiunto Fonte Fredda (anche questo prezioso punto d’acqua, posto in territorio del Comune di Salle, da cui scaturisce però pochissima acqua) torniamo indietro percorrendo il nuovissimo sentiero A12 che, risalendo il versante nord fino alla Sella di Colle dei Sambuchi, si riconnette al sentiero R2 che scende verso Roccacasale, attraverso la Fossa.
Nei pressi del Rifugio Il Puzzacchio una sorpresa graditissima: birra fresca e stuzzichini, portati fin qui da alcuni amici e Folletti di Roccacasale, rianimano il gruppo e ci permettono di arrivare al Colle delle Fate, un’altura posta a 720 m di quota, dove sono ancora ben visibili ampi tratti murari relativi ad un insediamento preromano. Il sito archeologico, che di per sé rappresenta una emergenza di notevole rilievo storico, ci accoglie con una meravigliosa fioritura di stembergia lutea (zafferanastro giallo). Da qui, in circa mezz’ora, percorrendo la panoramica mulattiera che tocca anche la grotta dedicata al culto di San Michele si arriva al castello di Roccacasale, che delimita il punto più alto dell’abitato e che fu costruito proprio come baluardo sulla Valle Peligna. Qui termina l’impegnativa traversata.
Al panorama che si gode dal castello e agli amici di Roccacasale è affidata la piacevolissima chiusura della giornata.
17.8 km, 08:02:53