Gole del Salinello e Castel Manfrino 17 giugno 2018Dopo aver visitato, qualche anno fa, il Monte Girella e, più di recente, il Monte Foltrone, finalmente riusciamo a vedere anche le spettacolari Gole del Salinello, profondo canyon, scavato dall'acqua dell’omonimo fiume, che separa le due montagne.
L’escursione all’area naturale delle Gole del Salinello conclude “idealmente” il nostro percorso di conoscenza della zona dell’Appennino teramano delimitata dai Monti Gemelli.
Parcheggiate le auto presso l’area attrezzata Le Ripe, seguiamo il sentiero ufficiale segnalato dal Parco del Gran Sasso. Il sentiero a mezza costa, protetto da una staccionata, porta subito alla ripida rampa d’accesso dell’eremo di Grotta S. Angelo e poi presso la spettacolare cascata detta “Lu Cacchema” originata nel tratto più stretto dalle piccole rapide del fiume. Costeggiamo il fiume, quest’anno riappropriatosi della sua portata dopo l’arsura del 2017, e più volte siamo “costretti” a guadarlo. Tra equilibrismi su roccette e tronchi cerchiamo di non bagnare gli scarponi da trekking, ma è quasi impossibile non mettere i piedi in acqua!
Il paesaggio è molto suggestivo! Le pareti di roccia dei Monti Gemelli (nella parte più stretta della valle alte fino a duecento metri) si tuffano perpendicolarmente nel fiume. L’attraversamento “divertito e divertente” delle gole termina e presto il sentiero si fa alto e risale le pendici del Monte Girella (o Montagna dei Fiori) in parte su di un ampio ghiaione e in parte nel bosco fino alle caratteristiche Torri di San Francesco, dei pinnacoli rocciosi che prendono il nome dal vicino eremo. Tutta la vallata è ricca di grotte usate dall'uomo sin dal paleolitico e soprattutto da molti eremiti, come testimoniano i numerosi eremi presenti.
Si continua a salire su una mulattiera tutta nel bosco fino ad arrivare alla sella di Castel Manfrino da dove in 5 minuti si raggiungono i ruderi dell’antico fortilizio costruito da Manfredi di Svevia, su uno sperone roccioso in posizione dominante sulla vallata del fiume Salinello, al confine tra la provincia di Ascoli Piceno e la provincia di Teramo.
Al ritorno si segue l’itinerario di andata fino al bivio per l’eremo di San Francesco e si continua traversando la “Vroga della Caccia” e una lecceta. Da qui si prosegue lungo la mulattiera Ripe – Macchia da Sole, che con saliscendi a mezzacosta attraversa il bosco, poi ghiaioni, e prosegue verso località "Vroga delle Trocche". Scendiamo ancora per circa una mezz’ora nel bosco fino a raggiungere il borgo di Ripe e poi il parcheggio dell’area attrezzata.
11.7 km, 06:21:43