Per il secondo anno i Folletti del Morrone, con il supporto del Parco Nazionale della Maiella, hanno organizzato questo meraviglioso trekking tematico, sulle tracce dell’eremita Pietro da Morrone.
L’impostazione del trekking è rimasta fedele a quella dello scorso anno (per saperne di più leggi qui) e così pure le tappe e i punti di appoggio, molto utili per il ristoro dei partecipanti. Un cammino lungo e faticoso, ma ancora una volta di grande soddisfazione, per chi ha potuto percorrere i circa 80 km in 4 giorni, sui passi di Fra' Pietro, scoprendo luoghi solitari e remoti, eremi e chiese incastonati nella roccia e immersi nella natura autentica del Morrone e della Maiella.
Da evidenziare che un bel gruppo ha effettuato l’intero Cammino di Celestino, ma ogni tappa ha visto l’aggiungersi di nuovi camminatori, anche da altre regioni, ed al quarto ed ultimo giorno il gruppo è cresciuto notevolmente. Quest’anno, poi, è stata inaugurata una bella novità: all’inizio di ogni tappa, ciascun partecipante ha ricevuto il "passaporto del pellegrino", sul quale, al termine delle singole tappe, è stato apposto un timbro dal Sindaco del comune in cui le stesse hanno avuto termine (Caramanico, Pretoro, Roccamorice e Serramonacesca).
La prima tappa (dalla Badia di Sulmona a Caramanico Terme) è la più impegnativa; ha inizio dalla bellissima Abbazia di Santo Spirito al Morrone, fa sosta presso l'Eremo di San Pietro, quindi supera la vetta del Monte Morrone (2061 m) per riscendere sul versante opposto del’omonimo massiccio, nella vallata del fiume Orta e si conclude a Caramanico Terme.
La seconda tappa (da Caramanico Terme alla Maielletta) si svolge all’interno della splendida Valle dell’Orfento, dal Ponte di Caramanico fino a Mammarosa. Tocca i resti dell’Eremo di Sant’Onofrio e poi, al Ponte della Pietra, risale l'impegnativa Rava dell’Avellana, per arrivare al Rifugio M. Di Marco, in località Prato della Maielletta. Percorrendo il sentiero B1 del Parco i partecipanti arrivano sulla strada statale della Maielletta, dove si conclude la tappa, e vengono accompagnati a Passolanciano per il pernotto.
La terza tappa (dalla Maielletta a Macchie di Coco) riparte dall’attacco del sentiero B1. E’ la tappa a più alta concentrazione di eremi celestiniani e rappresenta il cuore del Cammino. Lungo due profonde vallate contigue, quella di S. Spirito e quella dell’Orfento, sono ben tre gli eremi, forse, quelli più conosciuti: San Giovanni all’Orfento, Santo Spirito a Maiella e San Bartolomeo in Legio. Presso l’eremo di Santo Spirito, più “accogliente” degli altri due, lunga sosta per la visita guidata e il pranzo a buffet. Anche questa tappa è molto lunga e così, da Santo Spirito per risalire a Macchie di Coco per sentiero, si impiegano ancora circa 2 ore e mezza di cammino.
L’ultima tappa (da Macchie di Coco all'Abbazia di San Liberatore) tocca tre eremi e luoghi di culto: la Grotta Sant’Angelo, l’eremo di Sant’Onofrio e l’Abbazia di San Liberatore a Serramonacesca. Qui si conclude il trekking del Cammino di Celestino, impegnativo ma anche ricco di esperienze e di conoscenze durante i 4 giorni immersi negli ambienti naturali davvero grandiosi del Morrone e della Maiella.
Presso l’Abbazia di S. Liberatore tutti i partecipanti ricevono il timbro relativo alla tappa giornaliera, mentre chi ha partecipato all’intero trekking riceve da parte del sindaco il diploma del Cammino di Celestino. Prima di tornare a casa, un piacevole momento conviviale con buffet a base di prodotti tipici.
Un ringraziamento a tutti i partecipanti ed al Parco Nazionale della Majella per la cura e l'attenzione nell'organizzazione di questo trekking.