Pubblicato Mercoledì, 31 Maggio 2017 12:30

Cascata Zompo Lo Schioppo e Monte Crepacuore  28 maggio 2017

La cascata di Zompo lo Schioppo è la seconda cascata naturale più alta dell'Appennino, dopo quella delle Marmore, con i suoi 80 metri di caduta.

La cascata, che dà il nome alla Riserva regionale situata nella verdissima Valle Roveto, tra i Monti Simbruini, i Monti Cantari e i Monti Ernici, è un esempio di sorgente carsica intermittente che si estingue annualmente nei mesi estivi e autunnali. L’acqua caratterizza ogni ambiente della Riserva e ne ha modellato il paesaggio con cascate, ruscelli, sorgenti, grotte e valli carsiche. Anche muschi dal verde brillante, fitte faggete, con alberi dai tronchi peculiari, ed un paesaggio “lunare” in vetta caratterizzano questo territorio. Per poterne conoscere tutte le bellezze, il gruppo dei Folletti si divide in due: una parte si dedica alle zone più “acquose” della Riserva, con escursione che comprende la cascata e l’eremo del Cauto, un’altra invece si dirige al Monte Crepacuore con visita all’eremo.

Due escursioni con durata e impegno fisico differenti, per questo ci dividiamo subito all’arrivo presso il paese di Morino.

Gruppo A. Parcheggiate le auto vicino al Camping Lo Schioppo, iniziamo a camminare sul sentiero didattico della Riserva, che tra ponticelli in legno, cascatelle e ruscelli conduce dopo poco tempo alla cascata Zompo lo Schioppo. Quest’anno, si sa, è un po’ particolare per le riserve idriche di alcune zone della Regione ed anche questa cascata, solitamente abbondante a maggio, mostra evidenti segni di siccità. Ma lo spettacolo e la bellezza di questi luoghi non ne risentono affatto! Il sentiero continua ad anello fino ad arrivare in loc. Piano Sacramento. Da qui, su breve carrareccia si arriva alla base di una parete rocciosa e si incomincia a salire tra pietre e rocce (Le Scalelle), con ampi scorci panoramici sulla Valle di Morino. Il percorso, spettacolare tra la vegetazione, i rivoli e le sorgenti, conduce alla statua della Madonna che guarda la valle. Da qui il sentiero rimane sempre all’ombra di una freschissima faggeta e continua a salire deciso fino ad un anfiteatro roccioso ed all’incrocio con il sentiero che conduce al Monte Crepacuore. Da qui in breve si arriva all’Eremo della Madonna del Cauto (1173 m.), situato proprio alla base della parete di conglomerati. Scegliamo di continuare ancora per un po’ sul sentiero, arrivando nel bellissimo vallone della Salvastrella. Il ritorno per lo stesso sentiero.

Traccia gps

9.6 km, 06:41:57

 

Gruppo B. Lasciate le auto in loc. Piano Sacramento, si inizia l’escursione sul sentiero CAI 602B - sentiero Pallocca/Eremo del Cauto – sempre in direzione della Madonnina, situata sul bel punto panoramico e del bivio “Eremo del Cauto -Monte Crepacuore”. Proprio qui, dopo aver attraversato un tunnel naturale che permette di proseguire oltre la parete rocciosa, il sentiero diventa più impegnativo, ma ci facciamo facilmente distrarre da un bosco “da fiaba”, una faggeta unica, con tante rocce rivestite da muschi. Si sale ancora nella faggeta su un tappeto di foglie. Usciti dal bosco finalmente il terreno si regolarizza e si percorre un comodo sentiero fino alla vetta del Monte Crepacuore, un ambiente completamente diverso da quello percorso finora, con tratti caratteristici di un paesaggio lunare. La giornata limpidissima ed il cielo terso permettono di ammirare l’intera valle Roveto, con una vista panoramica dei Monti Ernici, del Monte Viglio, degli impianti sciistici di Campocatino ed in lontananza di Pizzo Deta. Al ritorno, per lo stesso percorso, facciamo una deviazione per visitare l’eremo di Santa Maria del Cauto, dove sulla piccola abside si possono osservare resti di affreschi raffiguranti storie di Santa Caterina d’Alessandria.

 

Galleria Fotografica Gruppo A

 

Galleria Fotografica Gruppo B

 

 

 

 

 

 

 

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