Pubblicato Martedì, 02 Settembre 2014 14:01

Galleria fotograficaTraversata Passo delle Capannelle - Campo Imperatore - 31 agosto 2014

La catena occidentale del Gran Sasso che parte dal punto più distante del massiccio, a nord-ovest, ovvero il Passo delle Capannelle alle pendici del Monte San Franco,

e si estende per 21 km circa fino al Monte Portella, è un percorso che per lunghezza, sali-scendi di evocative vette oltre i 2.000 metri e panorami mozzafiato, viene definito senza nessun crisma di ufficialità e da una ristretta cerchia di assidui frequentatori del Gran Sasso, “il Centenario dei poveri”… ufficialmente, costituisce la Traversata Passo delle Capannelle ~ Campo Imperatore.

Come ogni Traversata, è un appetitoso stimolo per i Folletti che decidono di percorrerla partendo letteralmente all’assalto del monte San Franco, risalendo la “parete” opposta all’itinerario classico che sale invece sulla cima partendo da Ponte della Lama.

L’appuntamento è alle 6.15 al casello di Assergi. L’entusiasmo è tale che tutta l’allegra comitiva è già presente alle 6 in punto: si lasciano alcune auto a Fonte Cerreto, che sarà il punto di arrivo nel pomeriggio, e alle prime luci dell’alba ci si trasferisce, lungo la SS.80, nei pressi dell’edicola votiva di San Vincenzo (1.455mt.), da dove parte l’arrembaggio alla prima vetta della Traversata. L’impatto verticale ha una perpendicolarità che mette subito a dura prova gli allenati Folletti, ma la cima, 2.132 metri viene espugnata dopo un’ora e mezza di tenace salita. La vetta ha subìto un restyling: una nuova croce di piccole dimensioni ha sostituito la vecchia, grande croce piegata a 90°… dal vento e dal ghiaccio di passati rigidi inverni, o forse chissà, da vandali per inspiegabili motivi.
Il panorama è a 360° mozzafiato: spazia dal lago di Campotosto, nitidamente ai Sibillini, ai Monti della Laga… se ci fossero meno foschia e nuvole in addensamento, si vedrebbero anche i monti Gemelli e a completare il grand’angolo, anche il gruppo del Terminillo! Si prosegue sulla spina ondulata che conduce fino alla vetta successiva e lasciando sotto di noi, visibile sulla sinistra, quel lamierato antiestetico che è il rifugio dedicato all’alpinista Antonella Panepucci Alessandri (1.700 mt.), si raggiunge la seconda vetta dell’itinerario, il Monte Jenca (2.208 mt.). La dorsale è affollata di placide mucche al pascolo e silenziosi ed eleganti cavalli selvatici. Il Monte Corvo, maestoso e dominante, si presenta alla nostra visuale in tutta la sua grandiosità, mentre ridiscendiamo verso il Piano di Camarda (2.050 mt.) disegnato dall’omonimo laghetto, prima di risalire ripidamente fino all’omonima cima: Pizzo di Camarda (2.332 mt.).

La sinuosa cresta che disegna nitidamente il tracciato della “catena”, proietta gli escursionisti su un set cinematografico naturale: sembra di stare sulle Highlands scozzesi, ma la scena è abruzzese e la ripida Sella è quella delle Malecoste (2229 mt), importante valico che mette in comunicazione la Valle del Vasto con l’alta Valle di Chiarino, e che si snoda fino alla prossima, omonima cima, delle Malecoste, appunto (2.444 mt.). Si segue il filo della lunga cresta in leggera discesa fino all’apertura di un roccioso passaggio sui due versanti del Gran Sasso, di straordinaria bellezza. È il torrione conosciuto ufficiosamente dagli alpinisti come il “Gendarme” ed intitolato invece ufficialmente il 18 maggio 2005, al Principe degli Apostoli, papa Giovanni Paolo II. Cima Wojtyla è alta 2.424 mt.Vetta del Papa, ma la croce, per una insana rivalità tra le province di L’Aquila (che ne rivendica l’ufficialità) e Teramo che marcano il loro confine territoriale proprio sul picco, è posta poco più in basso, su territorio aquilano a 2.422mt. La croce è posizionata bene in vista della sottostante Chiesa di San Pietro della Ienca, il suggestivo tempietto medioevale dedicato al Santo Padre e il tracciato che congiunge i due punti è quello che viene denominato “Sentiero Karol Wojtyla”.
Proseguendo sul traverso roccioso in diagonale, nitidamente accompagnati da bolli ufficiali giallo-rossi del CAI e da vistose frecce rosse lasciate per evidenziare la corsa ai runners della Gran Sasso Skyrace 2011, ci si inerpica in divertenti e facili passaggi alpinistici di I fino alla cima più alta della catena occidentale: Pizzo Cefalone (2.533mt.)Pizzo Cefalone. La vista aerea è sbalorditiva e il set cinematografico naturale diventa quasi “egizio”, con la maestosità delle piramidi calcaree del Corno Grande, del Corno Piccolo e di Pizzo Intermesoli! Sotto le rupi di pizzo Cefalone, invisibile ai più, si trova la grotta dove la notte del 5 giugno del 1230 moriva il “viandante” ed eremita Franco, il Santo del Gran Sasso che da il suo nome alla vetta di partenza.

Il sentiero che dalla cima si snoda sopra la suggestiva Val Maone, conduce marcato ed evidente come un tratturo oltre il Passo della Portella (2.260 mt.) fino alla cima del Monte Portella. A questo punto della Traversata, qualche Folletto comincia ad accusare un po’ di umana stanchezza. Si contano sulle dita di una mano, i temerari che affrontano l’ultima vetta, monte Portella (2.385mt.)… il gruppo bypassa la vetta e prosegue sul sentiero fino alla funivia di Campo Imperatore (2.130 mt.) dove un minigruppo scende comodamente con la cabinovia, e un altro minigruppo, no-limits, decide di mettere a ultima dura prova i quadricipiti e le rotule, affrontando i restanti 1.000 metri di dislivello fino a Fonte Cerreto (1.120mt.), a piedi! 

Mimma De Felicis

Galleria fotografica 


 Traccia gps 

 

19.3 km, 08:35:56


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