Pubblicato Martedì, 24 Giugno 2014 14:01

Galleria FotograficaCima Martellese e Cima Forcone - 22 giugno 2014

Dopo il negativo riscontro avuto dal giro di perlustrazione circa il programma iniziale dell'escursione programmata per il 22 giugno 2014,

(in quanto risulta impossibile proseguire da Cima Macirenelle verso il M. Forcone e il Martellese), si decide per una modifica dell'escursione:partenza dal Vallone di Palombaro e, percorrendo tutta la valle, proseguire verso le due vette del Martellese (mt. 2259) e del M. Forcone (mt. 2200).
Siamo, alla partenza, una trentina di Folletti ben decisi ad affrontare questa 'dura' prova.
Si inizia nel verde, in mezzo a vegetazione lussureggiante; il verde prevale, anche se, qua e là, spuntano fiori di ogni specie e di diverse colorazioni...ogni tanto spuntano viste su pareti di roccia verticali, interminabili. La salita è subito decisa, non dà tregua. Pian piano, salendo la folta vegetazione e il bosco lasciano progressivamente spazio alla roccia, sempre meno arbusti, sempre meno fiori. Le pareti, che all'inizio del sentiero parevano in alto toccarsi verso il cielo, si allargano e la nostra vista può spaziare verso un orizzonte più ampio.
Mentre il sentiero si inerpica ancor di più, si arriva al Rifugio del Martellese (q.2035 mt) dove il gruppo si divide: qualcuno decide di tornare indietro ed altri raggiungono le vette prefissate nel programma. 
Pertanto, dopo una breve pausa, si prosegue nella fitta mugheta, tagliando a mezza costa il fianco del Martellese per arrivare a Cima Forcone. Sulla cresta che precede questa cima, stupendi affacci sulla valle del Forcone, sul Monte Acquaviva, M. Pizzone e Cima Murelle. La nebbia che sale dalla valle gioca con i panorami, scoprendo e ricoprendo queste vette, togliendo il massimo piacere di ammirarle mentre mangiamo un panino in vetta.
Mentre un altro piccolo gruppo si stacca per andare a 'conquistare' il Martellese, altri restano ad assaporare il piacere del frugale pasto e a smaltire un pò di fatica.

Ritornati presso il Rifugio, decidiamo di completare l'anello scendendo per Colle Strozzi anzichè rifare l'impervio e scomodo vallone di Palombaro. Lo scenario è diverso ma si fa apprezzare lo stesso: il sentiero si snoda in mezzo al pino mugo, per poi attraversare prato e bosco e diventare la carrareccia finale.

Arriviamo sfiniti, ma tolte le scarpe ed infilate le ciabatte, siamo molto soddisfatti dell'escursione: 1200/1500 metri di dislivello e oltre 15 chilometri percorsi.

Le foto su Picasa

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