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ESCURSIONISMO

EscursionismoAbbiamo scelto l’escursionismo come attività principale poiché è uno sport che consente di unire cultura e movimento. In generale, l’escursionismo è inteso come attività non competitiva in cui si ricerca il contatto con la natura e la cultura dei luoghi; esso offre agli appassionati i piaceri del ritrovare il benessere interiore e della immersione nella natura e suscita, dalla conoscenza diretta e concreta sul campo, l'interesse verso un maggiore impegno nelle azioni di tutela del territorio.

 

Nel Parco Nazionale d'Abruzzo: Monte Serrone 21 giugno 2020

Si riparte! Dopo la forzata interruzione per l’emergenza sanitaria da coronavirus i Folletti tornano sulle montagne con una bella escursione al Monte Serrone, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il percorso inizia e termina presso la chiesetta della Madonna della Lanna, comodamente raggiungibile da Villavallelonga, dove un cartello di divieto di accesso indica che è obbligatorio parcheggiare l’auto se non si è autorizzati e proseguire a piedi. In effetti, proprio da qui inizia il sentiero B1 del Parco, anche se i primi 3,5 km sono su strada asfaltata che, per fortuna degli escursionisti, a tratti è immersa nella fresca faggeta. Arrivati ai Prati d’Angro, al confine tra Abruzzo e Lazio, i vari sentieri si immergono nelle foreste del Parco: da un lato la Val Cervara e dall’altro la Valle Tasseto, entrambi importanti siti naturalistici.

Percorriamo un sentiero conosciuto dai locali che in circa 3 ore conduce alla cresta del crinale Monte Serrone – Balzo di Ciotto da dove si aprono panorami mozzafiato sull’evidente circo glaciale del Serrone. Dalla cima lo sguardo può spaziare sui principali rilievi di Lazio e Abruzzo e il verdissimo Vallone Lacerno.

Per il ritorno, percorriamo ancora il tratto di cresta per poi entrare nella bellissima faggeta della Valle Tasseto, la cui toponomastica è legata alla colonia di tassi presenti nella parte più pianeggiante ed interna del vallone e che rappresentano uno dei relitti glaciali nel territorio del Parco; si lasciano ammirare in tutta la loro wilderness. Da qui su ameno sentiero si torna alla fonte dei Prati d’Angro per chiudere l’anello e riportarci alla Madonna della Lanna.

 

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