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ESCURSIONISMO

EscursionismoAbbiamo scelto l’escursionismo come attività principale poiché è uno sport che consente di unire cultura e movimento. In generale, l’escursionismo è inteso come attività non competitiva in cui si ricerca il contatto con la natura e la cultura dei luoghi; esso offre agli appassionati i piaceri del ritrovare il benessere interiore e della immersione nella natura e suscita, dalla conoscenza diretta e concreta sul campo, l'interesse verso un maggiore impegno nelle azioni di tutela del territorio.

 

Monte Tartaro - 28 settembre 2014

Prima escursione autunnale dei Folletti: l’obiettivo è il Monte Tartaro (mt. 2.191), nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

La sua cima è una meta poco frequentata dagli escursionisti non solo per la distanza notevole per raggiungerla, ma perché, essendo inclusa nella zona di riserva integrale del Parco, è raggiungibile solo con le (rarissime) autorizzazioni del PNAL.

Resta tuttavia un obiettivo ambito per la frequenza brulicante di camosci e per i numerosi branchi di cervi. Anche i Folletti sono spinti dall’entusiasmo di avvistare gli esemplari che bramiscono rumorosamente per la loro stagione degli amori.

Si parte dal Pianoro di Campitelli (1.441 mt.) e ci si addentra subito in una rigogliosa faggeta. I colori non sono ancora tipici dell’autunno e un sole caldo e settembrino si irradia tra il fitto e verde fogliame.

Il percorso è agevole ma gustosamente impegnativo. I bramiti prendono forma: in distanza, sulle creste, appena usciti dal bosco, qualche cervo si materializza fugacemente per sparire velocemente dietro le creste. Il gruppo prosegue con movimenti a zig-zag su per caratteristiche pendenze rese minimamente ostiche dalla presenza di grossi massi e raggiunge la Sella di Vallelunga (2.118 mt) che separa il valico di Monte Altare (2.174 mt.) dal Monte Tartaro e che si apre su uno scenario terso, immenso, mozzafiato e interregionale: Lazio e Molise sono ad un soffio e tutta la cresta dei Monti della Meta, sottogruppo delle Mainarde, ci circonda in un 360° di straordinaria bellezza.

Il ritorno dell’anello attraversa un ghiaione morenico, da percorrere con attenzione in discesa verso la Conca dei Biscurri. Un camoscio solitario ci attraversa la strada prima di raggiungere il Fortino Diruto (1.775 m), ormai poco più che resti murari di un’antica casermetta che serviva di pattuglia, nella seconda metà dell’Ottocento per controllare il transito diretto al Passo dei Monaci e vigilare sulle bande di briganti che in quel periodo si rifugiavano sui monti per fuggire all’assedio della Guardia Nazionale. Ci rituffiamo nel bosco, mentre un piccolo gruppo di cervi femmina ci osserva da una sparuta radura del fogliame, e terminiamo il panoramico anello a Campitelli.

Mimma De Felicis

Le foto su Picasa

 

 

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