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ALPINISMO

Alpinismo

Spedizioni alpinistiche nel mondo: i folletti hanno fatto esperienze entusiasmanti nei vari continenti. Dall'Asia all'America del Sud, nonché in Africa. Anche in Italia, sulle Alpi e sulle Dolomiti, in diverse occasioni abbiamo avuto modo di esplorare nuovi luoghi e bellissime montagne. Nel nostro Abruzzo non mancano comunque le occasioni per cimentarsi in interessanti uscite  alpinistiche: Parco Nazionale del Grasso, Parco Nazionale della Maiella, Parco regionale del Velino Sirente, offrono tante opportunità.


Il Monte Bianco e la traversata dell’intero massiccio
 8 agosto 2016

Il Monte Bianco (4810 m) e’ la montagna piu’ alta d’Europa, anche se adesso molti danno questo primato al Monte Elbrus, 5621 m, situato nella Russia caucasica, perche’ hanno deciso che la Russia caucasica e’ Europa.

Il Monte Bianco e’ anche la montagna piu’ alta delle Alpi, della Francia e dell’Italia.

Pur essendo questo spartiacque il naturale confine tra l’Italia e la Francia, la vetta a 4810 m si trova interamente in territorio francese. Questa montagna, protagonista della storia dell’alpinismo moderno, e’ meta ogni anno di migliaia di alpinisti provenienti da tutto il mondo.

Un gruppo di sei Folletti, trascinati dalla voglia di riscatto dopo un tentativo fallito, approfittano di una finestra meteo ed il 6 agosto partono alla volta di Chamonix per tentare la scalata alla vetta e l’intera traversata del massiccio.

Il giorno 7 con la funivia dell’Aiguille du Midi veniamo sparati da quota 1030 di Chamonix a quota 3842 m dell’Aiguille du Midi. Lasciata la teleferica, attraversiamo una galleria artificiale ed arriviamo sulla cresta est; calziamo subito i ramponi per affrontare la discesa di 300 m che conduce all’immenso deserto di ghiaccio “Mer de Glace” per poi arrivare alla meta della giornata: il Rifugio Cosmiques (q 3613 m), dove ci sistemiamo per la sera. Alle 20 siamo gia’ in branda perche’ il giorno dopo, l’8 agosto, la sveglia suona alle 0.30! Colazione all’1.00, poi breve ripasso dello zaino e pronti con scarponi, imbrago, casco, lampada frontale, ramponi. Ci leghiamo in conserva divisi in due cordate da tre e alle 2.00 partiamo. La serata e’ calma ed il cielo e’ tutto un luccichio di stelle! Iniziamo cosi’ su quella che viene chiamata la “Normale del Tacul”. In breve si formera’ una suggestiva fila indiana...di alpinisti con la frontale accesa, diretti alla vetta.

Schematizzando al massimo la salita, per raggingere la vetta del Monte Bianco bisogna superare tre “gradini”. Il primo porta alla spalla del Tacul (4150 m), il secondo porta al Col du Maudit (4345m) seguito da una zona in discesa fino al Col della Brenva (4303m); il terzo, un ultimo dislivello di 500 metri che conduce in vetta (4810 m).

La nostra partenza, molto mattiniera, fa si che i primi due gradini vengano affrontati con il buio. La normale del Tacul, con i suoi 900 metri di dislivello, sale per larghi pendii, superando grandi crepacci insidiosi, fino a raggiungere l’ampia cresta nevosa. Da qui inizia la cd. Normale del Maudit, un tratto che e’ consigliabile affrontare assicurati dall’alto o, potendo, con due picozze.

E’ a questo punto che molta gente abbandona. Infatti, la quota comincia a farsi sentire ( 4345 m) e la vista dell’ultimo balzo ancora tutto da affrontare “puo’ far dire basta”!

Intanto comincia ad albeggiare; mentre si attende che le due cordate si ricongiungano, spunta il sole e con il sole si alza un vento da nord sempre piu’ gelido. Questo vento e la difficolta’ respiratoria dovuta alla quota saranno i protagonisti del terzo ed ultimo gradino, rendendolo il piu’ faticoso.

Alle ore 9.00, dopo 7 ore, finalmente siamo in vetta! Abbracci e uno sguardo a 360 gradi: siamo sul tetto delle Alpi!

Tentiamo lo scatto di qualche foto - ricordo ma il vento e’ sempre piu’ gelido e difficile da sopportare. Troviamo riparo in una insenatura nella neve, scavata dal vento, indossiamo giacca e guanti piu’ pesanti. Nessuno degli alpinisti presenti in vetta e’ disponibile a farci una foto tutti insieme...dopo mezz’ora lasciamo la vetta e ci incamminiamo in direzione della cresta nord ovest puntando al Rifugio del Gouter (3835 m).

La prima parte della discesa si snoda su una cresta sinuosa, affilata e panoramica; qui finalmente il vento diventa meno fastidioso. Ammiriamo il nuovo Rifugio del Gouter nella sua forma avveniristica, da poco inaugurato, dove, dopo una sosta, togliamo i ramponi e l’imbrago e ci affrettiamo a valle attraverso una pietraia interminabile con un primo tratto attrezzato a ferrata; lunghissima la discesa che dal Rifugio Tete Rousse (3200 m) ci porta alla stazione di arrivo del treno a cremagliera al Nid d’Aigle (2372 m) e con l’ultima corsa del treno raggiungiamo la verde vallata, finalmente il centro abitato di Les Houches. Qui con un pullman di linea rientriamo a Chamonix. Sono le 20.45: dopo 19 ore ritorniamo al nostro Hotel Le Louvre!

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